Chi sono
Avv. Luca Santa Maria — penalista d'impresa. Una carriera divisa in due.
«Per trent'anni ho difeso i big del Capitalismo. Nei prossimi — spero — difenderò le sue vittime.»
Mi laureo nel dicembre 1986. Pochi mesi dopo, il prof. Giorgio Marinucci, ordinario di diritto penale alla Statale di Milano, mi chiama come assistente alla sua cattedra; quasi contemporaneamente entro nello studio del prof. avv. Federico Stella, alla Cattolica, dove è appena arrivato Domenico Pulitanò. Imparo la teoria del diritto penale e la prassi della criminalità d’impresa al più alto livello.
Nel 1991 mi viene affidata la difesa di un consigliere d’amministrazione del Banco Ambrosiano in liquidazione, imputato nel processo per bancarotta legato al cerchio di potere intorno a Roberto Calvi, alla P2, allo IOR. Discuto il processo nel 1993. È il mio battesimo con il crimine dei potenti.
La prima vita: la difesa del Capitale
Per trent’anni difendo i grandi del capitalismo italiano. Difendo l’Eni e le sue consociate — Agip, Saipem, Snamprogetti, Enichem (poi Polimeri Europa e Versalis), Syndial (poi Eni Rewind) — dal 1989, ancora nello studio Stella, fino a oltre il 2008. Dal 1995 al 2006 sono nello storico processo alla chimica pubblica e privata per il Petrolchimico di Porto Marghera.
Dal 2008 difendo Telecom, incaricato di gestire l’intera materia penale del Gruppo: dai processi per le SIM intestate irregolarmente al dossieraggio illegale, fino a un grave caso di corruzione internazionale in Brasile. Difendo Poste e, dal 2000 al 2024, da leader, la multinazionale belga Solvay — poi divisa, con lo spin-off di fine 2023, in Syensqo e Solvay. Sono nei processi di maggiore rilevanza mediatica: il “caso Bussi sul Tirino”, il cromo esavalente di Spinetta Marengo, l’arbitrato internazionale con Edison. Fino al 24 luglio 2024 difendo Syensqo anche nel nuovo processo per l’inquinamento da PFAS — quello che nasce a valle dello storico processo concluso, in primo grado, con la condanna della sola Miteni.
Sono stato editore di due riviste di diritto penale, una delle quali, Diritto Penale Contemporaneo, diretta da Francesco Viganò, è stata punto di riferimento per il mondo penalistico italiano. Dal 2012 TopLegal mi indica tra i leader di mercato nel diritto penale ambientale; nel 2015 Le Fonti mi nomina avvocato dell’anno nello stesso campo.
La rottura
I miei rapporti con quel mondo — Eni, Telecom, Solvay e i sistemi di potere che ruotano intorno a esse — si rompono traumaticamente il 24 luglio 2024. La ragione è la mia decisione di costituirmi parte civile contro Eni in un processo in cui sono vittima, insieme a un Pubblico Ministero, di una calunnia che — secondo la Procura e secondo me — è parte di una condotta criminale di vasto respiro, commessa da un’associazione per delinquere costituita dentro Eni per sabotare i processi per corruzione internazionale.
Sono stato ostracizzato dalla comunità degli avvocati delle grandi imprese. E in questo, come sempre, c’è del bene e del male.
La seconda vita
L’esperienza accumulata ai piani alti del Capitale non ha pari in Italia. Sono pronto a usarla dal fronte opposto del conflitto — quello delle vittime — finalmente più vicino a un’idea di giustizia. È da qui che nasce questo blog.
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